Al Presidente del Consiglio, al Governo e al Senato, auguri di “buon lavoro”: esprimiamo la fiducia, onorati di farlo, come rappresentanti dei milioni di Italiani che credono nel nostro progetto

Gli elettori hanno chiesto che Governo e Parlamento usino lo stesso buonsenso, lo stesso impegno, la stessa lealtà che consente alle nostre famiglie e alle nostre imprese di andare avanti, di non soccombere alle difficoltà e di ricercare un futuro migliore

Intervento in Aula sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri

Signor Presidente, Signori Ministri e Sottosegretari, Colleghi senatori,

nelle prime parole dell’intervento consegnato ieri al Senato, il Presidente del Consiglio ha citato i due elementi portanti del primo articolo della Costituzione: il lavoro, quello che spetta al Governo per ridare fiducia e slancio all’Italia, e il Popolo sovrano, che – come il Presidente ha detto – ha preso la parola attraverso le elezioni.

Questo è certamente il migliore omaggio alla Carta fondamentale della nostra Repubblica, più autentico e forte di tante celebrazioni retoriche alle quali siamo abituati. Ed è segno del più autentico assenso democratico l’aver dedicato le prime tre delle quindici pagine dell’intervento a dare voce alla volontà degli elettori, che un mese fa hanno dato il 47 per cento dei voti alla coalizione guidata dal Presidente del Consiglio e che ora, secondo i sondaggi, al 56 per cento danno fiducia al nuovo Governo.

Gli elettori, ha detto il Presidente del Consiglio, hanno messo a tacere chi non ama l’Italia e non crede nel suo futuro, hanno chiesto di abbandonare le vecchie contrapposizioni ideologiche, di avere stabilità e impegno nell’azione di Governo. Hanno chiesto che Governo e Parlamento facciano ciascuno il proprio mestiere. Hanno chiesto meno vanità di Partito e più fatti concreti e rapidità nel realizzarli. Hanno chiesto infine – cito sempre le parole del Presidente del Consiglio – di sostituire la demagogia, il teatrino e l’inganno con la bellezza della politica, capace di cambiare le cose e di migliorarle. Gli elettori hanno chiesto, in sostanza, che il Governo e il Parlamento usino, nel loro agire quotidiano, lo stesso buonsenso, lo stesso impegno, la stessa lealtà che consente alle decine di milioni di famiglie e alle milioni di imprese che ci sono nel nostro Paese di andare avanti, di non soccombere alle difficoltà che ogni giorno incontrano, di far quadrare il bilancio e di continuare a ricercare un futuro migliore.

Troppo spesso, invece, lo Stato, le istituzioni, la Pubblica Amministrazione hanno dato l’impressione di seguire logiche diverse. Troppo spesso, nelle istituzioni, è accaduto che, nel valutare un’idea, si sia data più importanza al nome della parte politica di chi la proponeva anziché guardare alla validità di ciò che veniva proposto. Troppo spesso il veto interessato dei pochi ha pesato più della volontà dei molti che hanno a cuore il bene comune. Troppo spesso, quando si ha a che fare con un ufficio pubblico o con una burocrazia, il buonsenso sembra smarrito, come fosse rimasto fuori dalla porta. Troppo spesso si è dedicata grande attenzione a risparmi irrisori o apparenti, lasciando indisturbati sprechi milionari. Troppo spesso accade, nei tanti settori della Pubblica Amministrazione, che chi fa bene il proprio lavoro sia trattato allo stesso modo, se non peggio, dei famigerati fannulloni che gravano sulle spalle di coloro che fanno ciò che sarebbe compito loro. Tutte cose che mai un normale cittadino si sognerebbe di fare nella propria casa o nella propria impresa e che, dunque, non sopporta di vedere nella cosa pubblica.

A tutto questo, gli Italiani hanno perciò detto “basta”, e hanno visto nel presidente Berlusconi la persona che meglio di chiunque altro può fare del buonsenso il principio guida nel Governo della nostra Repubblica: hanno fatto la scelta giusta. Il grande poeta Ralph Waldo Emerson ha scritto che il buonsenso è la genialità vestita in abiti di lavoro. Di genialità, il presidente Berlusconi ha dato grandi prove nei successi raccolti in tanti campi. Quanto al vestire gli abiti di lavoro e a scendere in campo personalmente, la sua determinazione è ormai proverbiale. Noi, parlamentari del Popolo della Libertà, siamo a fianco del Governo con entusiasmo, ed esprimeremo la fiducia in quest’Aula onorati di farlo, come rappresentanti dei milioni di Italiani che credono nel nostro progetto.

Ieri, il Presidente del Consiglio ha detto che tutte le condizioni sono presenti affinché il Parlamento recuperi per intero la fiducia dei cittadini, lavorando seriamente e a pieno ritmo. Questo è precisamente ciò che i senatori della Maggioranza desiderano fare e, nel rispettivo ruolo, credo che lo desiderino anche i colleghi dell’Opposizione.

Al Presidente del Consiglio, al Governo, e a noi che costituiamo il Senato, auguri di buon lavoro. In questo lavoro al servizio dell’Italia, confidiamo nell’aiuto di Dio.

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