DDL ZAN: MALAN (FI), DA ZAN E BOLDRINI ARROGANZA E IGNORANZA SUL RELATORE

La calendarizzazione del disegno di legge liberticida su omofobia e transfobia sovreccita la coalizione che lo sostiene. Per l’on. Zan l’assunzione del ruolo di relatore da parte del presidente della Commissione Andrea Ostellari sarebbe ‘l’ennesima forzatura’, per la ex presidente della Camera Laura Boldrini (del cui ristabilimento mi rallegro) addirittura un ‘atto di prepotenza’. Peccato che sia proprio ciò che dice il Regolamento del Senato, articolo 41, comma 2: quel ruolo è ‘del Presidente, o di un Senatore dallo stesso delegato’. Sarebbe decenza informarsi prima di gettare fango su un rappresentante delle istituzioni. La vera forzatura è stata fatta alla Camera quando Zan fu nominato relatore, pur essendo presentatore di uno dei vari testi in discussione: non è vietato ma è sempre stato buona abitudine evitarlo, perché è ovvio che preferirà la propria proposta rispetto alle altre. Tutto normale però: Zan e Boldrini attaccano il presidente della Commissione Giustizia senza conoscere il regolamento, così come la maggioranza di coloro che sostengono il ddl non ne conoscono il contenuto e danno retta a chi dice che se non lo si approva, si potrà continuare a picchiare impunemente gay e trans. La menzogna è lo strumento ideale per far passare una norma volta a indottrinare i bambini fin dall’asilo nido e mettere in carcere i genitori che si oppongono.

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