DDL ZAN, MALAN (FI): LA CHIESA APOSTOLICA DICE “VIOLA NOSTRA INTESA”, ORA STOP 

“Il disegno di legge Zan deve fermarsi, e comunque non può essere approvato finché non viene affrontata nelle opportune sedi la questione sollevata dalla Chiesa Apostolica in Italia. Nella giornata di ieri, infatti, la Chiesa, che è evangelica di estrazione pentecostale, ha fatto pervenire al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi una formale lettera per avvalersi di quanto previsto dall’intesa stipulata con lo Stato il 4 aprile 2007 e approvata con la legge 30 luglio 2012, n. 128, in quanto “[i]l Ddl Zan, nella sua attuale formulazione contrasterebbe” (se approvato, nota) “con l’attuale intesa con la Chiesa Apostolica in Italia, nella parte in cui tutela l’autonomia della confessione religiosa negli atti di materia spirituale”. Il Presidente della Chiesa, il pastore Emanuele Frediani, ricorda che la “legge di approvazione dell’intesa è dotata di forza passiva rinforzata e pertanto non può essere abrogata o modificata da leggi ordinarie successive.”
Nella premessa, il documento cita le persecuzioni e le discriminazioni che hanno colpito le chiese evangeliche nel passato, facendo riferimento a quanto accadde dal Medioevo ai Valdesi e ad altri, fino alla famigerata circolare Buffarini Guidi che nel 1935 mise fuorilegge il culto evangelico pentecostale – portando in carcere centinaia di persone, alcune delle quali persero la vita – perché riteneva le sue “pratiche contrarie all’ordine sociale e nocive all’integrità fisica e psichica della razza”. Insomma, gli apostolici conoscono bene la necessità della laicità e della libertà religiosa, e anche i danni che le ideologie del momento possono arrecare.
Le intese con le confessioni religiose sono previste dall’articolo 8 della Costituzione. Quella con la Chiesa Apostolica, all’articolo 31, comma 4 (riportato all’articolo 32 della legge), dice: “In occasione di disegni di legge relativi a materie che coinvolgono rapporti della Chiesa Apostolica in Italia con lo Stato, verranno promosse, previamente in conformità all’articolo 8 della Costituzione, le intese del caso.” Sembra scritto apposta per oggi. Dunque, dopo la nota della Segreteria di Stato della Santa Sede sulla base del Concordato che, a meno che non sia ritirata, non può comunque essere lasciata cadere dal Governo, arriva questo passo, che esprime preoccupazioni molto simili. E lo fa in base a una norma prevista dalla Costituzione (questa volta all’articolo 8, mentre i Patti Lateranensi sono all’articolo 7), la quale in modo esplicito dice: 1) la questione riguarda proprio i disegni di legge, dunque è pienamente applicabile qui, 2) la soluzione va trovata “previamente”, cioè prima dell’approvazione, non certo dopo.

L’osservanza della legge 128 del 2012 spetta innanzitutto al Governo, che è il titolare dell’intesa, ma neppure il Senato può sentirsi irresponsabile e fare finta di niente. Tutt’al più, il Parlamento potrebbe avviare l’iter per abolire l’articolo 8, e anche il 7, della Costituzione. Chi vuole farlo lo proponga. Ora bisogna rispettare la Costituzione vigente. Se un disegno di legge violasse un accordo internazionale con un paese straniero il Governo farebbe gli adeguati passi presso il Senato o la Camera. Le intese e il concordato hanno un livello costituzionale assai maggiore, sia perché sono citate nella nostra Carta, sia perché sono un presidio alla libertà religiosa.”

Il documento: https://www.chiesapostolica.it/wp-content/uploads/2021/07/Chiesa_Apostolica_DDL-Zan.pdf

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