Ddl Zan: Malan (FI), sostenuto da menzogne senza contraddittorio

“La campagna sul Ddl Zan va avanti con menzogne senza contraddittorio portate avanti dai suoi sostenitori politici e non, sostenuto dalla grandissima parte dell’informazione, a cominciare dalla Rai. Non c’è stato alcun riequilibrio per la tirata di Luciana Littizzetto che, tra insulti e dileggi agli oppositori, ha affermato il 18 aprile, in ora di massimo ascolto: ‘L’unica cosa che vi chiediamo è approvare una legge che punisca chi va in giro a pestare e insultare chi fa scelte sessuali diverse dalle proprie’, come se oggi ci fosse una esimente per chi picchia gay e trans. Fedez ha avuto cinque minuti per dire tutto quello che gli pare, esibire un marchio commerciale e proferire attacchi personali nel comizione del 1° maggio ed è anche riuscito a passare per martire della censura perché in Rai nessuno ha osato ricordare che esiste la legge della ‘par condicio’ per la quale in televisione ‘è assicurata parità di condizioni nell’esposizione di opinioni e posizioni politiche’. Ma legge era pensata dalla sinistra contro Berlusconi e dunque viene dimenticata se si tratta di qualcun altro.

Oggi il grande quotidiano torinese afferma nel suo schema riassuntivo che il dissenso di Lega e Fratelli d’Italia, Forza Italia che ha parlato per bocca del presidente Berlusconi e del coordinatore Tajani è oscurata sarebbe dovuta al fatto che vorrebbero intervenire sì, ma modificando la Legge Mancino, che è proprio ciò che fa il Ddl Zan. Ma quello è un organo di informazione privato. La Rai dovrebbe essere un servizio pubblico di informazione non di propaganda a senso unico. Mai parla delle persone in carcere in Gran Bretagna e in Canada a causa di leggi simili, ma parla della propaganda nelle scuole prevista dalla ‘strategia’ di cui all’articolo 8,  mai parla dell’attentato alla libertà religiosa e di informazione. E purtroppo siamo obbligati a pagarla con la bolletta elettrica.”

 

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email