Evitiamo un ulteriore danno alla Scuola pubblica e privata, per seguire tendenze e teorie che hanno pochissimo a che fare con la realtà

Intervento in Aula per dichiarazione di voto sull’emendamento Strik Lievers al decreto “disposizioni urgenti concernenti abolizione degli esami di riparazione e di seconda sessione e attivazione dei relativi interventi di sostegno e di recupero”

Presidente,

esprimerò voto favorevole sull’emendamento Strik Lievers 1.2 per motivazioni analoghe a quelle sostenute dal presentatore e dagli altri colleghi intervenuti.

Se veramente si volesse fare il bene della scuola, bisognerebbe sperimentare le innovazioni prima di farne pagare le conseguenze, magari per decenni (sappiamo infatti che le innovazioni introdotte in via provvisoria o di urgenza possono rimanere in vigore per decenni), a tutti gli studenti dal punto di vista dell’apprendimento e a quanti lavorano nella scuola sotto il profilo delle motivazioni.

Se i corsi di recupero funzioneranno (le impressioni provenienti dal mondo scolastico, di cui faccio parte, non sono in questo senso), si potrà forse pensare di abolire definitivamente gli esami di riparazione. Altrimenti, dobbiamo considerare quello di quest’anno un esperimento, sui cui riscontri sarebbe interessante che il Governo riferisse dopo l’avvio del prossimo anno scolastico. Ribadisco che, solo dopo aver valutato dal punto di vista qualitativo i corsi di recupero, si potranno eventualmente abolire gli esami di riparazione.

Troppe volte, nella scuola italiana, innovazioni di questo tipo e moduli sperimentali sono stati introdotti solo per snobismo intellettuale, cioè perché si pongono in una certa direzione ideologica preconcetta, ma con scarsissimo contatto con la realtà scolastica di tutti i giorni. Quando insegnavo in una scuola parificata ho organizzato corsi di recupero a titolo personale e gratuitamente. Questi corsi potevano essere frequentati anche da coloro che erano stati promossi e i risultati furono incoraggianti specialmente per questi ultimi, che non avevano bisogno né di corsi di recupero né di esami di riparazione. Infatti, come è stato sottolineato dall’onorevole Gubert, molto spesso ci si trova di fronte a problemi di motivazione e di impegno, non a carenze di insegnamento. In quest’ultimo caso, i corsi di sostegno possono senza dubbio essere utili ma, per tutti gli altri casi, ritengo sarebbe un grave errore abolire l’esistente per poi vedere se si riuscirà a costruire qualcosa al suo posto. Sbaglieremmo, quindi, se bocciassimo questo emendamento.

Gli esami di riparazione potranno anche essere aboliti, visti gli eventuali buoni risultati dei corsi di recupero, ma solo in seguito; altrimenti, arrecheremo un ulteriore danno alla Scuola pubblica e privata (giacché questa legge, come molte altre, sarà applicata a tutti gli istituti), per seguire tendenze e teorie pedagogiche che molto spesso hanno pochissimo a che fare con la realtà.

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