ForzaItalia-PdL Senato: “TAV, Malan: indispensabile per non restare fuori dai traffici commerciali”

Intervista di Elisabetta Ligori

Via libera del Parlamento alla ratifica del trattato internazionale per la realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione. L’Aula del Senato ha infatti approvato il provvedimento con 173 sì, 50 no e 4 astenuti. Il trattato, tra le altre cose, ridefinisce il tracciato transfrontaliero della Torino-Lione, con un tunnel di base di 57 chilometri e le due stazioni internazionali di Susa e Saint-Jean-de-Maurienne. Fissa inoltre gli impegni di spesa tra Italia e Francia per la realizzazione della linea. L’approvazione da parte del Senato è tuttavia avvenuta in un clima di forte tensione: i senatori del Movimento 5 Stelle hanno contestato duramente il provvedimento e hanno impedito ai colleghi degli altri gruppi di intervenire. Anche il senatore Lucio Malan è stato costretto a consegnare alla presidenza il testo del suo intervento senza poter esprimere il proprio parere in Aula.

Senatore Malan, la delegazione grillina ha praticamente reso impossibile per gli altri gruppi di portare a termine le dichiarazioni di voto. Un comportamento censurabile, che rappresenta un pericoloso precedente…

“E’ un comportamento molto grave, segno di una cultura democratica completamente assente. Ed è stato particolarmente indicativo che i senatori M5S abbiano impedito di parlare o comunque di far ascoltare agli altri colleghi anche l’intervento del senatore di Sel, contrario come loro al TAV. Questo dimostra che il loro comportamento in Aula è stato dettato solo dalla volontà egemonica di sopraffazione e di avere il monopolio di questo tema. Il che è veramente indice di un atteggiamento totalitario”.

Forza Italia ha votato a favore della ratifica. Ci spiega le ragioni del vostro voto?

“Il treno ad alta velocità è assolutamente indispensabile per non tagliare fuori l’Italia dai grandi traffici commerciali tra l’ovest e l’est europeo. Se questa grande opera non dovesse essere realizzata, a guadagnarci sarebbe ancora una volta la Germania che diventerebbe territorio di transito per questi treni. Ecco perchè la Germania guarda con favore al Movimento 5 Stelle e ai No-TAV”.

Si possono fare previsioni più o meno attendibili sulla realizzazione di un’opera tanto strategica per il nostro Paese?

“I governi Berlusconi hanno dato grossi impulsi a favore di quest’opera, mentre gli altri esecutivi sono stati favorevoli ma con molte incertezze per tenersi buona l’ala estrema dei no-TAV. E’ chiaro che ci vorranno diversi anni, ma si può già prevedere che per il 2020 si arriverà a fasi importanti della sua realizzazione. Il trattato ratificato in questi giorni dal Parlamento non rappresenta un automatico avvio dei lavori, ma è premessa indispensabile”.

Non crede che i costi per la realizzazione di quest’opera siano troppo onerosi per l’Italia?

“I costi che graveranno sul nostro Paese sono circa 2 miliardi. Si tratta di un investimento più che giustificato. Tra l’altro tutti i Paesi del mondo che hanno come obiettivo un maggiore sviluppo si dotano di infrastrutture almeno come questa. Per non parlare dei grandi Paesi europei, dove pure c’è una grande attenzione per l’ambiente e che hanno comunque realizzato opere colossali. Non capisco quindi per quale motivo noi dovremmo accontentarci di una linea realizzata ai tempi di Cavour che, per carità, è servita a tanto ma che oggi non è più sufficiente”.

C’è chi sostiene che esiste il rischio concreto di infiltrazioni mafiose negli appalti TAV, poichè la legislazione francese non prevede controlli antimafia. Cosa replica a queste accuse?

“E’ inconfutabile che la mafia tenta di infiltrarsi dovunque ci siano affari. Se per contrastarla, pensiamo di non investire più o di non costruire più infrastrutture, allora significa che la mafia ha vinto e che l’Italia non ha futuro”.

Sul fronte no-TAV in questi mesi non sono mancati gli episodi di violenza, anche ai danni di rappresentanti delle forze dell’ordine. Teme che la protesta possa assumere derive pericolose?

“Nella mia dichiarazione in Aula ho tenuto a manifestare la solidarietà del mio partito alle forze dell’ordine che subiscono questi attacchi, andati avanti per mesi spesso senza far notizia. Ci vorrebbe semmai un intervento più radicale contro questi episodi. Non è tollerabile infatti che chi attenta alla vita e all’incolumità delle forze dell’ordine venga semplicemente tenuto lontano dai luoghi sensibili, così come facevano i romani che relegavano i barbari ai confini dell’Impero. Dato che siamo in uno Stato di diritto, chiunque commetta atti così violenti deve essere arrestato e processato con severità. Le mezze misure non danno alcun frutto se non quello di incoraggiare la guerriglia a danno esclusivamente dei militari che svolgono il proprio dovere”.

Quanta strumentalizzazione c’è nelle manifestazioni contro la realizzazione del TAV?

“E’ ben noto che in Val di Susa arriva gente da tutte le parti d’Italia e anche dall’estero a cui non interessa assolutamente nulla del territorio, ma che ha solo intenzione di “menar le mani” e di creare problemi di ordine pubblico. Ci sono naturalmente anche i valsusini e tutti coloro che manifestano senza violenza, che hanno diritto di far valere le loro opinioni. Ma se in tutti questi mesi avessero avuto un approccio più costruttivo, sicuramente avrebbero ottenuto più vantaggi per il loro territorio che comunque anche con la realizzazione della linea Torino – Lione riceverà delle notevoli compensazioni”.

La realizzazione del TAV, pur tra tante difficoltà, porterà notevoli vantaggi all’Italia. Cosa si augura per il futuro?

“Mi auguro in generale che il nostro Paese capisca che gli investimenti, la produttività e l’efficienza possono tutelare il tenore di vita di tutti i cittadini. La cultura del sacrificio, del taglio fine a se stesso, del no a tutto ci portano invece inesorabilmente verso la miseria e verso l’accentuazione delle ingiustizie sociali”.

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