Il Predellino: “Monitorare la fecondazione assisitita per tutelare la salute della donna”

Malan: “Nessun abuso su fecondazione”

“Macche’ abuso! Ignazio Marino si informi prima di parlare”. Il senatore Lucio Malan spiega al Predellino, quotidiano online vicino al PdL, il contenuto dell’emendamento al decreto proroga termini che prevede che i centri per la procreazione medicalmente assistita (Pma) inviino i dati in loro possesso al ministero della Salute il quale li inoltrera’ all’Istituto Superiore di Sanita’ e al Centro nazionale trapianti (Cnt). Il Ministero predisporrà un decreto per definire le modalità di comunicazione di tali informazioni da parte delle strutture autorizzate «ai fini del successivo inoltro, sia in forma aggregata che disaggregata».

Scusi senatore, l’esponente del Pd Ignazio Marino dice che questo suo emendamento si traduce in un vero e proprio abuso, in una vera e propria violazione della privacy a danno delle donne italiane

“Che vuole che le dica? Di questi tempi parlare di donne va di moda. Io non mi scompongo, ho presentato un emendamento concordato con il ministro della Salute. Io non avrei mai presentato un emendamento che si traducesse in una “schedatura” delle donne. Sarebbe come se ci accusassero di violare la privacy dei pazienti, monitorando la lunghezza delle liste d’attesa per le prestazioni sanitarie. Roba da matti!”

Ma non è grave che un medico, già presidente della commissione Affari sociali della Camera, parli con tale leggerezza di abuso?

“Grave? Si tratta di una prassi diffusa. Evidentemente c’è prevenzione nei confronti del ministro e del ministero. E poi che violazione della privacy c’è? Si tratta di badare alle statistiche, al rispetto delle procedure. Si tratta di monitorare le tecniche per tutelare la salute della donna. Le pare un abuso!?! L’iniziativa, per giunta, risponde a una direttiva comunitaria. Ha capito? Ce lo chiede l’Europa!

Il flusso di dati che dovrà giungere al ministero fa riferimento a due indicazioni: la prima riguarda le procedure di qualità, sicurezza e tracciabilità del singolo centro; la seconda è correlata all’attività complessiva del centro e all’attività regionale che servono a comprendere come funziona la legge nel suo complesso.

In altre parole fa comprendere, attraverso il registro nazionale previsto dalla legge 40, come viene applicata la normativa sul territorio. E, lo ripeto per chi chiama in causa sempre a sproposito la Costituzione: tutte queste cose deve farle lo Stato”.

Torna in alto