PdL Senato: “Milleproroghe. Malan: Nel maxiemendamento non ci saranno sorprese”

E’ iniziato nell’aula del Senato l’esame del decreto legge Milleproroghe. Il Governo presenterà già oggi un maxiemendamento sul quale porrà la fiducia. Ne parliamo con uno dei relatori, Lucio Malan.

Le opposizioni temono che nel maxiemendamento possa esservi nascosta qualche sorpresa…

“Il Governo, nel preparare il maxiemendamento, su questo – come su altri provvedimenti – ha sempre tenuto in gran conto il lavoro svolto in Commissione apportandoci qualche ritocco, modifiche tutto sommato marginali su pochi dettagli. Io credo proprio che anche questa volta le cose andranno così”.

Ormai il Milleproroghe è una sorta di omnibus che affronta i temi più vari, nelle Commissioni riunite come avete lavorato?

“Io direi che è positivo che su un provvedimento vengano presentati tanti emendamenti senza intenti ostruzionistici. Nelle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio abbiamo esaminato uno per uno quasi 1500 emendamenti, ne sono stati approvati ben 107, e questo è stato possibile grazie allo spirito di collaborazione che ha animato tutti coloro che hanno partecipato alle lunghe e numerose sedute delle Commissioni riunite. Sono parecchie le norme approvate che non fanno i titoloni sui giornali ma che sono importanti e positive”.

Ne citiamo alcune?

“Norme per un più razionale utilizzo dei rifiuti provenienti dalla frantumazione degli autoveicoli; norme per agevolare il pensionamento di coloro ai quali manca poco per avere i requisiti per il pensionamento, con vantaggio per questi lavoratori e per la pubblica amministrazione; una norma per migliorare le garanzie di affidabilità sul rilascio dei brevetti di salvamento acquatico; una norma che razionalizza la proroga dell’impiego dei giudici onorari e dei vice procuratori onorari; norme a favore della sicurezza nelle miniere; norme per un più razionale riscontro dell’idoneità alla guida dei ciclomotori (un fatto molto importante per la sicurezza stradale); una norma che consente ai dipendenti pubblici – che, per l’intervento di una recente norma, hanno visto il loro trattamento di fine rapporto suddiviso in diverse rate anziché corrisposto in un’unica soluzione – di poterlo cartolarizzare e, di conseguenza, di portare a garanzia l’impegno alla futura corresponsione di queste parti restanti del trattamento di fine rapporto per poter concludere mutui e prestiti che probabilmente, in molti casi, si erano già impegnati a fare con le banche. Inoltre si è rimediato a un errore contenuto nella riforma universitaria, cancellando quell’errore materiale che aveva suscitato lunghe discussioni. Ci sono delle norme per la ridefinizione del Programma della pesca e dell’acquacoltura, anche queste attività molto importanti nel nostro Paese. C’è una norma per favorire l’autosufficienza del nostro Paese nell’impiego degli emoderivati. Poi vi sono numerose misure per la lotta all’evasione fiscale, misure per la responsabilizzazione delle Regioni nella copertura dei costi della gestione del ciclo dei rifiuti; vi è un intervento a favore delle autorità portuali; vi è la razionalizzazione delle istituzioni scolastiche all’estero, un aspetto importante per la tutela della nostra cultura e della nostra lingua; vi sono norme per migliorare la cooperazione internazionale nel contrasto alla criminalità organizzata; vi è la sperimentazione della carta acquisti a favore di enti caritativi”.

Tra le norme che hanno suscitato polemiche, due in particolare la ‘presunta schedatura’ sulla fecondazione assistita e il condono edilizio in Campania…

“Nessuna schedatura delle donne che ricorrono alla fecondazione medicalmente assistita. Non si tratta di ciò. Semplicemente, i dati dalle Regioni vengono forniti al Ministero, e questo – ovviamente – nel pieno rispetto della privacy. Non è una schedatura ma un’osservazione, un monitoraggio riguardante l’applicazione della legge.

Per la Campania c’è la sospensione della demolizione di immobili. Su questo vi sono state polemiche e dichiarazioni, si è parlato di incoraggiamento all’abusivismo edilizio, ma è semplicemente una norma che sospende per alcuni mesi la demolizione di immobili nella Regione Campania, ponendo un provvisorio rimedio alla situazione che si è determinata in quella Regione a causa di due ordinanze con le quali l’allora presidente della Regione Bassolino aveva impedito l’applicazione del condono approvato nel 2003, che è stato applicato in tutto il resto d’Italia con l’unica esclusione della Campania. Entrambi i provvedimenti adottati dalla Regione Campania sono stati giudicati incostituzionali dalla Corte Costituzionale ma, nel frattempo, tutti i termini erano scaduti e, di conseguenza, si è creata la situazione alla quale l’emendamento approvato pone momentaneo rimedio”.

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