Immigrazione, con o senza lavoro: ma il Governo ha un’idea complessiva di questa materia?

Prima il recepimento di direttive europee, poi l’allargamento enorme dei flussi, poi dei provvedimenti amministrativi senza passare dal Parlamento, poi un disegno di legge, poi altri due disegni di legge. E ora un decreto-legge “estivo”

Intervento in Aula per dichiarazione di voto sull’articolo 3 del disegno di legge concernente il contrasto dello sfruttamento di lavoratori irregolarmente presenti sul territorio nazionale

Signor Presidente,

intervengo per dichiarazione di voto sull’articolo 3, che prevede l’entrata in vigore immediata delle norme il giorno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Questo richiama la nostra attenzione sulla ingorda sovrapposizione di provvedimenti sullo stesso argomento. In ordine cronologico, infatti, abbiamo questo disegno di legge, tra l’altro presentato dal Governo, e poi il cosiddetto disegno di legge Amato-Ferrero per il riordino generale delle norme sull’immigrazione, che verte sugli stessi argomenti.

In Commissione e poi anche in Aula abbiamo assistito a un generico e non molto ben individuabile impegno del Governo a non esercitare la delega, una volta conferitagli dalla approvazione del disegno di legge Amato‑Ferrero su questa disciplina che adesso stiamo trattando. Anche sulla base di ciò, in Commissione abbiamo avuto un atteggiamento collaborativo; poi, in Aula, sono stati presentati emendamenti che hanno cambiato fortemente le norme; durante la scorsa settimana, inoltre, vi è stata una dichiarazione del Ministro Ferrero, che definirei veramente paradossale.

Il Ministro cha parlato della necessità di varare, entro l’estate, “un urgente decreto-legge estivo” (così viene definito dall’Agenzia di Stampa) che estenda gli effetti dell’articolo 18 del Testo unico sull’immigrazione ai lavoratori immigrati impiegati stagionalmente nei campi. Il Ministro sostiene che certamente il disegno di legge su questo argomento è al termine del proprio iter al Senato ma che, tuttavia, non si può affrontare l’estate senza un provvedimento che consenta di evitare quanto accaduto lo scorso anno. Mi chiedo, allora, se il Governo abbia un’idea complessiva di questa materia oppure se l’unica idea sia di trovare ogni strumento per gestirla. Infatti, si è passati dal recepimento di direttive europee all’attuazione di deleghe legislative esercitate in precedenza, all’allargamento enorme dei flussi, a provvedimenti amministrativi senza passare dal Parlamento, a un disegno di legge all’inizio assolutamente inaccettabile che poi ha preso una forma diversa, per poi arrivare ad altri due disegni di legge (uno è quello del quale stiamo discutendo, l’altro, approvato dal Governo, è estremamente importante: non sappiamo ancora se verrà presentato alla Camera o al Senato, ma poco importa, perché verte sullo stesso argomento); e adesso, mentre stiamo giungendo alla fine dell’iter di questo provvedimento, il Ministro parla addirittura di un altro decreto-legge sullo stesso preciso argomento: non mi pare proprio, infatti, che questo provvedimento escluda i lavoratori agricoli del periodo estivo; non mi pare proprio che essi vengano esclusi da qualche parte.

Non capisco come sia concepibile che il Governo, mentre il Parlamento sta esaminando – anche con una certa celerità – questo provvedimento, parli di varare un decreto-legge sull’identico argomento: è una cosa assolutamente inaccettabile e non vi è alcuna giustificazione.

È anche una procedura del tutto irrazionale e irragionevole, che non può che generare, nel caso in cui venga attuata, sovrapposizione di norme e dubbi interpretativi, che – purtroppo – probabilmente verranno risolti sempre nel senso di allargare le maglie e cancellare i controlli. In questo modo, nel nostro Paese potranno venire – in primo luogo e, forse, anche esclusivamente – coloro che non vogliono rispettare le regole e poi, eventualmente, gli altri che, invece, vorrebbero lavorare onestamente, senza essere sfruttati e rispettando le regole.

Credo che questo sia veramente un modo di procedere inaccettabile e che definirei quasi provocatorio se non lo ritenessi dovuto a semplice insipienza, di cui in quest’Aula – purtroppo – abbiamo riscontrato gravi episodi, da parte di autorevoli Ministri, nella settimana scorsa.

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