IRAN, MALAN (FI): TRAFFICO D’ARMI, DI MAIO CHIARISCA POSIZIONE ITALIA

Oggi il Messaggero rivela che dietro l’omicidio dell’iraniano Said Ansary Firouz, avvenuto a Formello martedì scorso, c’è un traffico d’armi da 300 milioni con il regime degli ayatollah in Iran, che include sofisticati droni di ultima generazione capaci di sganciare le micidiali bombe Viper a guida laser, ideali per azioni terroristiche contro Israele ma anche in altri teatri, Europa inclusa. Per l’importante affare sarebbero anche giunti dall’estero esponenti iraniani di alto livello. Accanto al doveroso ringraziamento ai carabinieri per le efficaci indagini che hanno svelato il traffico, verosimilmente con il supporto dei nostri ottimi servizi di informazione e sicurezza, ancora una volta va chiesto al Governo quale sia la sua posizione sull’Iran, potenza che notoriamente finanzia il terrorismo internazionale oltre a calpestare con ferocia i diritti umani in patria. Da mesi giacciono senza risposta, in violazione palese del Regolamento del Senato, mie interrogazioni al ministro degli esteri Luigi Di Maio, il quale ha fatto rispondere un vice ministro solo su quella che chiedeva come si sarebbe schierata l’Italia in merito all’embargo sulla vendita di armi al regime di Teheran, scaduto proprio 5 giorni fa. La risposta è stata totalmente ambigua, nonostante il nostro principale alleato (così viene descritto anche dallo stesso Di Maio), gli USA, chiedano con molta nettezza la proroga della misura. Il traffico scoperto nei giorni scorsi dimostra l’urgenza e l’attualità di questo embargo, ma a quanto pare a Roma Teheran pesa più di Washington.

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