‘La Repubblica’ spara di nuovo su un “privilegio” dei deputati, ma si scopre che allo Stato non costa nulla e che i giornalisti ne hanno di più!

Lettera di Lucio Malan al Direttore di La Repubblica

“Gentile Direttore,

leggo l’articolo pieno di sdegno e ironia di Carmelo Lopapa sull’assistenza sanitaria integrativa dei deputati, dove si parla di “privilegiati”, di “costo per le casse pubbliche” di 10 milioni e 117mila euro e di interventi di chirurgia estetica mascherati da cure per le vene varicose. Immagino che gli uffici della Camera provvederanno a opportune smentite, ma poiché il pezzo spiega giustamente che l’assistenza è analoga a quella del Senato, chiedo la pubblicazione integrale di queste mie rettifiche con lo stesso rilievo dell’articolo.

Basta la modesta fatica di uno sguardo ai siti di Camera e Senato per capire che il costo non è a carico “delle casse pubbliche”, ma degli assistiti. Vi si legge infatti che Deputati e Senatori in carica versano obbligatoriamente il 4,5% dell’indennità lorda, il che porta alla sola Camera 4 milioni all’anno. Gli ex deputati senza vitalizio che vogliono l’assistenza pagano la stessa quota di quelli in carica, e sono altri 1,4 milioni. I senatori titolari di vitalizio pagano il 4,7% del vitalizio stesso. Immagino che la quota dei deputati sia simile, e fanno altri 6,5 milioni, cui si aggiungono le quote aggiuntive previste per i familiari. Nel bilancio del Senato non c’è infatti alcuna uscita per l’assistenza integrativa, e immagino per la Camera sia lo stesso.

Dunque, nessun costo per “le casse pubbliche”, solo un po’ di ironia sprecata e soprattutto fango su chi lavora. Meraviglia, poi, lo sdegno di Carmelo Lopapa e di chi lo pubblica, visto che anche su Internet si trova facilmente il sito dell’assistenza integrativa per i giornalisti e i loro familiari, anch’essa sostenuta dai versamenti degli iscritti, e che copre proprio ciò che è oggetto delle ironie dell’articolo: psicoterapia “per disturbi della personalità”, odontoiatria “per sorrisi smaglianti a beneficio delle telecamere”, ricoveri e interventi, cure per vene varicose “così antiestetiche soprattutto le deputate e per le mogli di parlamentari”, occhiali, fisioterapia. E persino “rimborso integrale del ticket”. Per noi “privilegiati” nessun rimborso supera l’80%.

Se, infine, il signor Lopapa conosce casi di abusi, abbia la cortesia di segnalare nomi e cognomi, anche se la vittima degli abusi non sono le ‘casse pubbliche’ ma i colleghi”.

Lucio Malan

L’articolo di La Repubblica

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