UNAR. MALAN (FI): GOVERNO COPRE CHI INNEGGIA A PEDOFILIA

“Vergogna, vergogna, vergogna!”, scandita più volte è stata la reazione dei senatori Carlo Giovanardi (AP) e Lucio Malan in replica alla riposta fornita in Aula al Senato dal sottosegretario all’interno Gianpiero Bocci (PD) sulla collaborazione in essere tra il Circolo “Mario Mieli” di Roma e la Presidenza del Consiglio, tramite l’UNAR, per l’elaborazione delle politiche antidiscriminatorie delle persone LGBT nella società e nelle scuole di ogni ordine e grado.

Davanti all’esposizione delle teorie di Mario Mieli – che, prima del suicidio, inneggiava, in quello che è sostanzialmente l’unico suo libro, alla pedofilia, alla pederastia, alla necessità che i padri si congiungano carnalmente con i figli e le madri con le figlie, insieme alla condanna dell’eterosessualità come cosa aberrante – il sottosegretario catapultato senza colpe in Sula ha letto un surreale documento burocratico nel quale, in sostanza, ha difeso l’UNAR e il Circolo “Mario Mieli” – il quale, a sua volta, nel proprio sito avalla la tesi del Mieli secondo la quale sarebbe “tragicamente ridicola la maggioranza delle persone nelle loro divise di maschio e femmina”. Giovanardi e Malan hanno rilevato che, così, il Governo si rende vergognosamente complice di chi inneggia alla pedofilia e alla pederastia – gli stessi che dovrebbero educare gli studenti di tutte le età, i docenti e persino i genitori – confermando la collaborazione con il Circolo “Mario Mieli” senza neppure aderire all’invito a chiedere che, come minimo, cambi nome.

Per quanto non risultino, secondo il sottosegretario, comportamenti illeciti da parte degli esponenti del Circolo, lo stesso nome è una provocazione, come lo sarebbe – hanno sottolineato gli interpellanti – la collaborazione del Governo con un Circolo intitolato a Adolf Hitler per combattere le discriminazioni razziali e religiose.

 

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