RIFORMA COSTITUZIONALE. MALAN (FI): SENATO NON È MERCE DI SCAMBIO PER FAIDE PD

“L’uso del Senato come merce di scambio per le faide interne del PD, per di più da parte del Ministro per i Rapporti con il Parlamento, dimostra un rispetto per le istituzioni al minimo storico. In realtà, la questione del bicameralismo perfetto era già stata risolta, in modo concreto e non a vaghi proclami, con la riforma del Governo Berlusconi completata nel 2005 – insieme alla riduzione del numero dei parlamentari, al rafforzamento dell’Esecutivo e alla razionalizzazione delle competenze regionali e statali. Ma i tre ‘nuovisti’ di oggi – Letta, Franceschini e Renzi – si batterono da posizioni importanti per bocciare quella riforma nel referendum del 25 giugno 2006, sotto la guida di Oscar Luigi Scalfaro, il quale proclamava che per cambiare la Costituzione occorre almeno l’80% dei consensi.

Il ‘nuovo’ Enrico Letta aveva il ruolo chiave di sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Franceschini era il capogruppo dell’Ulivo prodiano e Renzi era da anni presidente della Provincia di Firenze, nella quale i ‘no’ alla riforma costituzionale furono il 75,6%: più che in tutto il Centro e il Nord con la sola eccezione di Livorno. Oggi però, non essendo capaci di dare risposte alla crisi del Paese, per distrarre l’attenzione dei cittadini usano le riforme costituzionali come la tradizionale tombola di Capodanno. Immaginarsi lo sdegno dei benpensanti se una tale manfrina fosse messa in scena dal centrodestra!”.

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