“Il taglio dei tribunali in Piemonte ha seguito criteri tutt’altro che oggettivi. Tanto per cominciare, è la Regione che perde più tribunali, passando a una media di abitanti per sede superiore a quella nazionale. In particolare, mentre la media nazionale passerebbe a un tribunale ogni 461mila abitanti, la Provincia di Torino, quella che ha più Comuni di tutta Italia e su un territorio vasto e montuoso, dovrebbe averne uno ogni milione e 150mila.
Anomalia nell’anomalia, tra Ivrea e Pinerolo – che sarebbe stato logico conservare entrambi per alleviare il sovraccarico su Torino – si è deciso, contro i criteri della delega, di sopprimere quello che oggi ha il bacino di utenza più grande, Pinerolo, con oltre 220 mila abitanti, da incrementare secondo i piani di via Arenula poi cambiati all’ultimo istante, mentre in giro per la penisola se ne sono conservati alcuni con meno di 80mila. E pensare che a Pinerolo si sono appena spesi, anche molto bene, 448mila euro del ministero della Giustizia per ampliare la sede, mentre a Ivrea non saranno in grado di accogliere le sezioni staccate di Torino che si vorrebbe deviare, contro il parere degli utenti, in quel tribunale.
Insomma, criteri oggettivamente iniqui e uno spreco anziché un risparmio. Non a caso, i piani elaborati dal ministero prevedevano fino all’ultimo addirittura il potenziamento di Pinerolo, che oggi risulta l’unico tribunale sub-metropolitano soppresso in tutta Italia oltre che il più grande, alla faccia della legge sul decongestionamento dei tribunali metropolitani. È facile dunque sospettare che abbiano pesato pressioni che nulla hanno a che fare con le esigenze di bilancio e con l’interesse dei cittadini, cui invece noi richiameremo con forza il Governo in sede di passaggio parlamentare”.
