Oltre 700 scienziati di tutto il mondo esprimo dubbi sull’origine antropica del riscaldamento globale

Una mozione PdL chiede di accertare la verità scientifica prima di investire centinaia di miliardi di euro in attività la cui utilità è quantomeno dubbia

Intervento in Aula nella discussione di mozioni sul clima

Signor Presidente, Signor Sottosegretario, Colleghi,

con la nostra mozione non abbiamo detto che “il re è nudo”: ci siamo limitati a dire che, in presenza di moltissimi cittadini che non vedono i suoi vestiti, forse il re è nudo.

Nonostante questa nostra prudenza, abbiamo suscitato un dibattito con reazioni che trovo estremamente positive – per cui sono particolarmente orgoglioso e soddisfatto di questo atto, che è di genuina e autentica origine parlamentare. È, pertanto, improprio tirare in ballo il Governo, attribuendogli quanto è stato scritto per iniziativa parlamentare. E mi stupisco di vedere questa incapacità di riconoscere l’autentica origine parlamentare di questo documento proprio da parte di coloro che, quando il Governo adopera gli strumenti che la Costituzione peraltro prevede per arrivare alla rapida approvazione di provvedimenti, si scandalizzano per la presunta lesione dei diritti del Parlamento che, invece, oggi sta agendo nella sede propria, con la piena consapevolezza di quanto sta facendo.

Voglio aggiungere un altro elemento: la nostra mozione non è assolutamente in contrasto, anzi, sostiene le incontrovertibili esigenze di migliorare la sicurezza energetica del nostro Paese e dell’Europa, di aumentare l’efficienza energetica, di limitare gli sprechi e anche di andare verso una differenziazione delle fonti energetiche sia come tipologia delle stesse sia come luogo di provenienza, per il bene del nostro Paese e del nostro sviluppo.

Tuttavia, abbiamo sentito il dovere di ricordare alcuni fatti incontestabili: quando si parla di consenso scientifico sul riscaldamento globale causato dall’uomo, si sta dicendo una cosa semplicemente falsa. Il leader della minoranza repubblicana nella Commissione ambiente e lavori pubblici del Senato degli Stati Uniti, negli scorsi mesi, ha depositato un rapporto contenente le opinioni partitamente espresse da 650 scienziati di tutto il mondo, che non credono al riscaldamento climatico causato dalle emissioni delle attività umane. A questi 650, nei soli due mesi seguiti a tale presentazione, se ne sono già aggiunti altri 60.

Vorrei citarvi alcune di queste affermazioni, che – lo ripeto – sono oltre 700. «Le paure sul riscaldamento sono il peggiore scandalo scientifico della Storia. Quando la gente verrà a sapere qual è la verità, si sentirà ingannata dalla scienza e dagli scienziati»: lo dice Kiminori Itoh, scienziato giapponese, membro dell’International Panel of Climate Change (il famoso IPCC), che ha vinto anche parecchi premi scientifici internazionali. «Fino ad ora», dice Jarl Ahlbeck, un ingegnere chimico dell’università finlandese Abo Akademi, «le vere misurazioni non danno alcuno spazio a preoccupazioni su un futuro catastrofico riscaldamento del pianeta». Il fisico solare Pal Brekke, consigliere del Centro spaziale norvegese, autore di moltissimi articoli su questo argomento, ha detto che: «Chiunque afferma che il dibattito è chiuso e che le conclusioni sono certe ha un approccio fondamentalmente antiscientifico». Stanley Goldenberg, scienziato dell’Istituto di scienza atmosferica del Governo degli Stati Uniti, ha detto che: «È una spudorata bugia, alimentata dai media, che fa sembrare gli scienziati scettici su questa teoria semplicemente una frangia trascurabile». E così via, ma ne aggiungo ancora tre: «La quantità di anidride carbonica che produciamo è insignificante in termini di naturale circolazione tra l’aria, l’acqua e il suolo», dice Philip Lloyd, ingegnere chimico membro dell’IPCC. E ancora, Takeda Kunihiko, vice cancelliere dell’Istituto di scienza e tecnologia dell’università Chubu, in Giappone, ha detto che: «Le emissioni di anidride carbonica non fanno alcuna differenza in un modo o nell’altro sul clima. Ogni scienziato lo sa, ma non è remunerativo dirlo». Un altro scienziato lo mette in luce in modo ancora più chiaro: si tratta del paleontologo Eduardo Tonni, dell’Istituto di ricerca scientifica di Buenos Aires, secondo cui: «Coloro che diffondono paure sul riscaldamento globale trovano la loro giustificazione nel fatto che queste paure generano l’erogazione di fondi».

Vorrei ricordare alcuni fatti. Vi mostro un grafico che ne sintetizza due diversi elaborati dall’IPCC. La linea nera, la più alta, è quella originaria del 1995, dove si dimostra che, essendo questa la temperatura odierna, tra il 1400 e il 1500 nel nostro emisfero vi è stata una temperatura decisamente più alta. Successivamente però, nel 1999, in base a calcoli di cui più volte è stata dimostrata la non correttezza dal punto di vista sistemico, le temperature del 1400 sono state inopinatamente abbassate in modo da farle risultare più basse di quelle attuali.

C’è poi un’altra tabella interessante, che mostra l’andamento della temperatura negli ultimi dieci anni e dalla quale emerge chiaramente che l’anno più caldo è stato il 1998 e il più freddo proprio il 2008. Il grafico, inoltre, dimostra che mentre la temperatura in media ha un andamento stabile o tendente alla riduzione, l’anidride carbonica ha continuato a salire dimostrando l’indipendenza tra questi due fenomeni.

Vorrei aggiungere che è dimostrato che, se le misurazioni vengono fatte nelle aree urbane, mostrano un innalzamento della temperatura; se fatte al di fuori, mostrano che la temperatura tende alla stabilità. Sarebbero da ricordare anche gli studi astronomici che dimostrano che da Marte a Plutone, praticamente in quasi tutto il sistema solare, si registrano aumenti di temperatura difficilmente causati dalle emissioni prodotte dalle attività umane sulla terra.

Vorrei infine concludere, ringraziando il Presidente per i minuti in più che mi sta concedendo, affermando che – in un momento in cui si parla di 20 milioni di disoccupati in più nell’Unione europea, dove ancora nel mondo fame, malattie, violazione dei diritti umani affliggono centinaia di milioni di persone – pensare di investire centinaia di miliardi di euro finanziando attività la cui utilità è quantomeno dubbia non è cosa opportuna.

Chiediamo, prima di fare ulteriori passi, di accertare quale sia la verità scientifica, non ascoltando soltanto i 52 scienziati dell’IPCC ma anche le centinaia e centinaia di scienziati che hanno opinioni assai diverse.

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